<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1"?>
<!-- generator="FeedCreator 1.7.2" -->
<rss version="2.0">
    <channel>
        <title>Il giornale di Bioadria.eu</title>
        <description>Le ultime da Bioadria</description>
        <link>http://www.bioadria.eu</link>
        <lastBuildDate>Fri, 10 Sep 2010 19:13:29 +0100</lastBuildDate>
        <generator>FeedCreator 1.7.2</generator>
        <item>
            <title>Fragole Bio e tumori</title>
            <link>http://www.bioadria.eu/bollettino_int.php?id=247</link>
            <description><![CDATA[<p>Le fragole bio contro i tumori<br />Se si scelgono le fragole biologiche non solo si limita l'esposizione ai residui di pesticidi ma si accrescono le capacit&agrave; anti-tumorali di questi deliziosi frutti. Uno studio pubblicato nel Journal of Agricultural and Food Chemistry ha riportato i test condotti con cinque tipi di fragole su cellule tumorali del colon umano e su alcune cellule cancerose mammarie. L'attivit&agrave; anti-tumorale esplicata dagli estratti, sebbene presente in tutti i campioni era nettamente superiore per il campione di fragole biologiche. Un motivo in pi&ugrave; per consumarle con fiducia. </p><p>(Healing <a href="mailto:Gourmet/B@A">Gourmet/B@A</a>)<br /></p>]]></description>
            <author> Pubblicato il: 17 Giugno 2008</author>
        </item>
        <item>
            <title>difesa della vigna</title>
            <link>http://www.bioadria.eu/bollettino_int.php?id=246</link>
            <description><![CDATA[<p>Difesa: Speciale sulla difesa della vigna<br />La sanit&agrave; dell'uva che arriva in cantina &egrave; la condizione imprescindibile per potere ottenere un vino della qualit&agrave; desiderata. Tale affermazione ha valore assoluto quando si intende produrre vino di alta gamma, ma &egrave; fondamentale anche per l'ottenimento di vini in grandi volumi che aspirano ad essere competitivi sul mercato. Per sviluppare questi concetti in una Edizione Speciale di Infowine, &egrave; stato chiesto il supporto di J. Rousseau, dell'ICV (Institut Coop&eacute;ratif du Vin, www.icv.fr) che da anni si occupa di effetti delle malattie sulla qualit&agrave; del vino e che, vivendo la realt&agrave; produttiva nel quotidiano, ha una visione sia scientifica che pratica dell'argomento. L'indice dello Speciale &egrave; il seguente:</p><p>Una no rmativa sempre pi&ugrave; restrittiva <br />Condizioni pi&ugrave; rigide per l'omologazione dei prodotti fitosanitari <br />Verso limiti massimi di residui nei vini <br />Legge sulle micotossine <br />Obbligo di tracciabilit&agrave; <br />I cambiamenti climatici provocano un'evoluzione dei rischi tradizionali <br />Malattie e infestanti: una minaccia sempre presente <br />Peronospora, il problema principale <br />Oidio: sempre pi&ugrave; minaccioso <br />Botrytis: una minaccia per la qualit&agrave; <br />Tignola ed altri infestanti <br />Cicaline: la minaccia del XXI secolo <br />Le malattie del legno: ancora inquietanti e misteriose <br />Altri patogeni da non dimenticare. (Infowine)</p><p>www.infowine.com/intranet/news2006/nl.asp?id=465.#8</p>]]></description>
            <author> Pubblicato il: 17 Giugno 2008</author>
        </item>
        <item>
            <title>Moria di api in Germania</title>
            <link>http://www.bioadria.eu/bollettino_int.php?id=245</link>
            <description><![CDATA[Comunicato stampa, 26 maggio 2008 <p>Coalizione contro i pericoli derivanti dalla BAYER (Germania)</p><p>Moria di api in Germania: sospesa l'approvazione di insetticidi<br />"La Bayer deve ritirare Gaucho e Poncho dai mercati di tutto il mondo"</p><p>A causa della moria di api nello stato tedesco del Baden-Wuerttemberg, <br />l'Ufficio per la protezione dei consumatori e la sicurezza alimentare <br />(BVL) tedesco, ha ordinato l'immediata sospensione dell'approvazione di <br />otto prodotti per il trattamento dei semi. I prodotti sospesi sono: <br />Antarc (ingrediente: imidaclopride; produttore: Bayer), Chinook <br />(imidaclopride; Bayer), Cruiser (thiamethoxam; Syngenta), Elado <br />(clothianidina; Bayer), Faibel (imidaclopride; Bayer), Mesurol <br />(methiocarb; Bayer) e Poncho (clothianidina; Bayer). Secondo il Centro <br />di ricerca sulle piante coltivate, 29 su 30 delle api esaminate dal <br />Centro, erano morte per contatto con la clothianidina. Anche le api <br />selvatiche e altri insetti stanno soffrendo di un calo di popolazione <br />significativo.</p><p>"Sono quasi dieci anni che sottolineiamo i rischi dei neocotinoidi come <br />l'imidaclopride e la clothianidina. Con vendite annuali per quasi 800 <br />milioni di euro, l'imidaclopride e la clothianidina sono tra i prodotti <br />pi&ugrave; importanti della Bayer. Questa &egrave; la ragione per cui la Bayer si <br />oppone ad ogni proibizione del loro uso, malgrado i seri danni <br />ambientali" dice Philipp Mimkes, portavoce della Coalizione contro i <br />pericoli derivanti dalla Bayer. La Coalizione chiede che la Bayer ritiri <br />tutti i neocotinoidi dai mercati di tutto il mondo.</p><p>La Bayer &egrave; il leader mondiale dei pesticidi. Con vendite, nel 2007, per <br />556 milioni di euro, l'imidaclopride &egrave; il prodotto pi&ugrave; venduto della <br />Bayer. In Germania l'imidaclopride &egrave; usato, con i nomi di Gaucho, Antarc <br />e Chinook, principalmente durante la coltivazione di rapa, barbabietola <br />da zucchero e granturco.</p><p>"Siamo di fronte a una vera emergenza api" dice Manfred Hederer, <br />presidente dell'Associazione tedesca degli apicoltori professionisti. <br />"In media sono morte tra il 50 e il 60 percento delle api e alcuni <br />apicoltori hanno perso tutti i loro favi." In Italia, Francia e Olanda <br />gli apicoltori e le autorit&agrave; preposte all'agricoltura hanno notato <br />fenomeni simili nei loro campi all'inizio delle coltivazioni, alcune <br />settimane fa.</p><p>In Francia la maggior parte delle applicazioni di imidaclopride erano <br />gi&agrave; state vietate nel 1999. Nel 2003 il Comit&eacute; Scientifique et <br />Technique, voluto dal governo francese, ha dichiarato che il trattamento <br />dei semi con l'imidaclopride comporta un rischio significativo per le <br />api. Pochi mesi fa le autorit&agrave; francesi hanno respinto la domanda della <br />Bayer per l'approvazione della clothianidina.</p><p>La clothianidina &egrave; un veleno non selettivo. Secondo le informazioni <br />fornite dall'Agenzia per la protezione dell'ambiente degli Stati Uniti, <br />'la clothianidina &egrave; molto tossica per le api mellifere'. I semi vengono <br />tratati in anticipo con la clothianidina o irrorati una volta seminati <br />in pieno campo e l'insetticida pu&ograve; anche essere portato dal vento su <br />altri raccolti. La sostanza viene spesso spruzzata per creare una <br />pellicola protettiva sui campi di granturco.</p><p>The Guardian<br /></p>]]></description>
            <author> Pubblicato il: 17 Giugno 2008</author>
        </item>
        <item>
            <title>Bio-pacciamature</title>
            <link>http://www.bioadria.eu/bollettino_int.php?id=220</link>
            <description><![CDATA[Agronomia: la pacciamatura diventa spray<br />Una vernice spray fatta di amidi naturali biodegradabili per 'foderare' il terreno ed evitare che crescano piante infestanti. Il gruppo di ricerca diretto da Mario Malinconico, dell'Istituto di chimica e tecnologia dei polimeri (Ictp) del Consiglio nazionale delle ricerche, ha messo a punto una soluzione acquosa, contenente una miscela di polisaccaridi derivabili da alghe, crostacei, frutta e residui dell'industria conserviera che si solidifica, come uno strato di vernice, sotto gli occhi dell'agricoltore ed &egrave; una soluzione non inquinante per sostituire la diffusa pratica agricola della pacciamatura. Questa prevede che il terreno da coltivare venga coperto con una plastica nera che serve a bloccare la radiazione solare fotoattiva, impedendo la crescita delle erbe spontanee. Solo nei fori praticati lungo il film, dov e viene impiantato il seme o la piantina, la luce solare continua a operare. Per la pacciamatura oggi vengono impiegati soprattutto polietilene (PE) e copolimeri etilene-vinilacetato (EVA). (...) La vernice spray per la pacciamatura &egrave; stata sviluppata all'interno del progetto europeo Life 'Biocoagri', che ha coinvolto anche l'Istituto di cibernetica 'E. Caianiello' del Cnr, le Universit&agrave; di Napoli (Federico II), Bari e Osnabrueck in Germania, la societ&agrave; svedese PSS che produce rivestimenti polimerici per la conservazione dei monumenti. Come sub contraenti hanno partecipato anche l'azienda Novamont di Novara e la PolyEur di Benevento. Il brevetto &egrave; in fase di deposito. (Image Line) <p>&nbsp;</p>]]></description>
            <author> Pubblicato il: 28 Maggio 2008</author>
        </item>
        <item>
            <title>Alimentazione: ricerca dell'Inran </title>
            <link>http://www.bioadria.eu/bollettino_int.php?id=219</link>
            <description><![CDATA[Alimentazione: ricerca dell'Inran sul rapporto fra benessere animale e qualit&agrave; del latte<br />"Il benessere animale migliora la qualit&agrave; del latte": una ricerca scientifica svolta dall'Inran (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione), in collaborazione con l'Universit&agrave; di Tor Vergata (laboratorio di spettroscopia nmr), ha messo in luce dei parametri che lo dimostrano. Bovini allevati in condizioni di non affollamento, su comode lettiere, con buona alimentazione e attorniati dal un benevolo atteggiamento degli allevatori, producono latte pi&ugrave; sano, pi&ugrave; buono e soprattutto che contiene una maggior quantit&agrave; di sostanze nutrienti e funzionali. Tra queste ultime &egrave; emerso il maggior contenuto di cla, isomeri coniugati dell'acido linoleico che sono sostanze naturali in grado di svolgere azioni fisiologiche importanti: sono antiterogeni, antiossidanti e migliorano il rapporto massa magra/massa grassa nell'uomo. (<a href="mailto:Agrapress/B@N">Agrapress/B@N</a>) <p>&nbsp;</p>]]></description>
            <author> Pubblicato il: 18 Maggio 2008</author>
        </item>
        <item>
            <title>Qualità nutrizionale</title>
            <link>http://www.bioadria.eu/bollettino_int.php?id=218</link>
            <description><![CDATA[Qualit&agrave; nutrizionale: ancora conferme sulla qualit&agrave; superiore dei cibi bio<br />Nuove prove emergono a supporto della tesi che i prodotti da agricoltura biologica sarebbero nutrizionalmente superiori. L'Organic Center statunitense ha appena pubblicato un'indagine sulla letteratura scientifica prodotta negli anni che trattavano gli aspetti nutrizionali dei prodotti bio nella rivista State of Science Review. Il lavoro ha sintetizzato 97 studi, compresi 40 nuovi studi, realizzati negli ultimi 6 anni, ed ha potuto tirare la conclusione che il valore nutrizionale dei prodotti bio risulta superiore rispetto a quello dei prodotti convenzionali. Grazie ad un'analisi incrociata dei lavori sulle differenze fra prodotti bio e convenzionali, gli autori hanno potuto stabilire che i prodotti di derivazione vegetale bio mostravano un 25% in pi&ugrave; di qualit&agrave; nutrizionale rispetto ai conv enzionali, e questo accadeva nel 75% degli studi comparati. La capacit&agrave; nutrizionale &egrave; stata valutata includendo la capacit&agrave; antiossidante, il contenuto in polifenoli totali e la presenza di due flavonoidi chiave, la quercetina e il canferolo. Come &egrave; noto, queste sostanze sono state associate alla prevenzione di malattie cardiovascolari e degenerative negli esseri umani. L'indagine ha inoltre concluso che il motivo della superiorit&agrave; dei prodotti vegetali biologici sarebbe imputabile ai tempi e modalit&agrave; di raccolta (specialmente la maturazione dei prodotti), a questioni climatiche (stagionalit&agrave; dei raccolti) e al trattamento post-raccolta. (Organic Advantage/B@N)<br />]]></description>
            <author> Pubblicato il: 18 Maggio 2008</author>
        </item>
        <item>
            <title>Rapporto IAASTD: agricoltura bio, ok </title>
            <link>http://www.bioadria.eu/bollettino_int.php?id=217</link>
            <description><![CDATA[Rapporto IAASTD: agricoltura bio, ok per sicurezza alimentare e clima<br />L'agricoltura biologica pu&ograve; contribuire a preservare la sicurezza alimentare globale e aiuta ad affrontare il cambiamento climatico, protegge i suoli e mantiene la biodiversit&agrave;; questi sono i risultati di uno studio durato quattro anni che ha coinvolto 400 scienziati di tutto il mondo e 30 governi e ONG. Il rapporto dello IAASTD, l'International Assessment of Agricolture Science and Technology for Development, critica l'agricoltura industriale accusandola di essere "focalizzata su obiettivi troppo riduttivi", mentre promuove un approccio orientato verso metodi produttivi pi&ugrave; olistici. Robin Maynard, direttore delle campagne della Soil Association, dichiara in proposito: "Questo &egrave; esattamente ci&ograve; che viene realizzato dal meglio dell'agricoltura bio logica; produrre la stessa quantit&agrave; di cibo con il 26% di energia in meno dell'agricoltura basata sulla chimica di sintesi; proteggere una grande variet&agrave; di specie protette; infine, visto che non necessita di costosi prodotti chimici, &egrave; pi&ugrave; accessibile e adattabile ai Paesi poveri che hanno produzioni su piccola scala". Gli autori del rapporto, diffuso lo scorso 15 aprile, fanno crescere i dubbi anche sull'utilizzo di Ogm per combattere la povert&agrave; nei Paesi in via di sviluppo. (Soil Association/B@N) <p>&nbsp;</p><a href="http://portal.unesco.org/en/ev.php-URL_ID=42192&amp;URL_DO=DO_TOPIC&amp;URL_SECTION=201.html">http://portal.unesco.org/en/ev.php-URL_ID=42192&amp;URL_DO=DO_TOPIC&amp;URL_SECTION=201.html</a>]]></description>
            <author> Pubblicato il: 14 Maggio 2008</author>
        </item>
        <item>
            <title>Tracce pesticidi in 45% frutta e verdura</title>
            <link>http://www.bioadria.eu/bollettino_int.php?id=216</link>
            <description><![CDATA[<p>Tracce di pesticidi sono state ritrovate nel 45,4% dei pi&ugrave; di 3.400 campioni di frutta e verdura (prodotti nazionali e d&rsquo;importazione) analizzati nel 2006 dalla Dgccrf, la direzione del Ministero delle Finanze incaricata dei consumi e della repressione della frode. Lo ha reso noto la stessa direzione in una nota pubblicata sul suo sito. Secondo gli esperti del ministero, solo il 6% dei prodotti verificati superano i limiti regolamentari nazionali e solo il 3% supera quelli fissati a livello comunitario. Per la verdura, in media il 6,3% non &egrave; conforme, soprattutto nel caso di peperoni e peperoncini, lenticchie e melanzane. La situazione &egrave; pi&ugrave; preoccupante per le insalate. "Per la campagna invernale 2006/07, sono stati rilevati risultati non coformi nel 40,9% dei prelievi che riguardano la presenza di prodotti non omologati o addirittura vietati nella produzione di insalata e - prosegue la nota della Dgccrf - sono stati riscontrati almeno due casi di superamento dei limiti massimi consentiti nel 32% dei casi. La variet&agrave; con la criticit&agrave; pi&ugrave; elevata &egrave; la lattuga". I controlli sono sfociati in 17 casi di messa a verbale, 18 richiami della normativa e 3 ingiunzioni a procedere ad autocontrolli, precisa la nota. Per quanto riguarda la frutta, il 35,9% non contiene residui e i limiti massimi sono superati nel 5,5% dei casi soprattutto nel caso di fragole, mandarini e pere. La Francia punta a dimezzare l'uso di fitofarmaci nei prossimi 10 anni. (Apcom <a href="mailto:B@N">B@N</a> 8 maggio)</p>]]></description>
            <author> Pubblicato il: 14 Maggio 2008</author>
        </item>
        <item>
            <title>Lotta biologica</title>
            <link>http://www.bioadria.eu/bollettino_int.php?id=215</link>
            <description><![CDATA[<h4>Lotta biologica: controllo biologico di Eutypa lata con Trichoderma</h4><div class="childBody"><div><p>I funghi <em>Trichoderma</em> hanno un potenziale nel biocontrollo di <em>Eutypa</em>, ma si conosce ancora poco sulla loro capacit&agrave; di colonizzare il legno della vite, fenomeno oggetto dello studio. <em>T. harzianum</em> si &egrave; rivelato in grado di colonizzare i tralci per un totale di 10 o pi&ugrave; cm sopra e sotto il punto d&rsquo;inoculo in 12 settimane dal trattamento. Quando l&rsquo;applicazione di <em>T. harzianum</em> &egrave; stata effettuata prima dell&rsquo;inoculo di <em>E. lata</em> (nello stesso punto o in uno diverso), quest&rsquo;ultimo fungo ha avuto difficolt&agrave; ad impiantarsi. In campo <em>T. harzianum</em> si &egrave; diffuso per 3 cm nel legno in un periodo di 4 mesi nelle 7 piante trattate. Il fungo ha persistito per 20 mesi in 4 delle 7 piante a 6 cm dal punto d&rsquo;inoculo, ed ha raggiunto la corona in una vite. L&rsquo;inoculo precoce con Trichodowels, contenente <em>T. harzianum</em>, ha ridotto l&rsquo;infezione di <em>E. lata</em> per 14 mesi dopo l&rsquo;inoculo. <em>T. harzianum</em> si &egrave; rivelato in grado di colonizzare il legno di Chardonnay, Shiraz e Nyora riducendo l&rsquo;infezione da <em>E. lata</em>, ed ha mostrato una persistenza di 20 mesi nella variet&agrave; Nyora. Lo studio conferma quindi l&rsquo;interesse nell&rsquo;uso di <em>T. harzianum</em> nel controllo di <em>Eutypa lata</em>. Riferimento: S. JOHN, T.J. WICKS, J.S. HUNT e E.S. SCOTT, &ldquo;Colonisation of grapevine wood by Trichoderma harzianum and Eutypa lata&rdquo;. Australian Journal of Grape and Wine Research, Volume 14 Issue 1 Page 18-24, April 2008. (Infowine)</p></div></div>]]></description>
            <author> Pubblicato il: 14 Maggio 2008</author>
        </item>
        <item>
            <title>Conversione al bio</title>
            <link>http://www.bioadria.eu/bollettino_int.php?id=214</link>
            <description><![CDATA[Usa. 97% meno rischi alimentari da pesticidi con la conversione al bio<br />L'Organic Center, centro studi sul biologico americano, ha pubblicato un dossier che rende noti numerosi benefici possibili nella conversione dall'agricoltura convenzionale a quella biologica. Tra questi, di sicuro interesse, la stima secondo cui se i 3,2 milioni di ettari coltivati negli Usa fossero convertiti a biologico, i rischi alimentari dovuti ai pesticidi diminuirebbero di circa il 97%. L'organizzazione noprofit fornisce cos&igrave; per la prima volta una stima quantitative sul grado di rischio alimentare associato ai pesticidi che restano come residui nei cibi, e lo fa usando lo studio "Simplifying the Pesticide Risk Equation: The Organic Option," di Charles Benbrook , principale ricercatore dell'Organic Center. (Organic Market/ <a href="mailto:B@N">B@N</a> 9 maggio 2008) <p>&nbsp;</p><a href="http://www.organic-center.org/">www.organic-center.org/</a>]]></description>
            <author> Pubblicato il: 14 Maggio 2008</author>
        </item>
    </channel>
</rss>
